Un anno fa entravo in ospedale per un delicato intervento al braccio dopo che un pirata della strada mi becca in pieno con lo specchietto retrovisore (lui era in fase di sorpasso) venendomi di fronte. Cosa ricordo di quel periodo? A parte le gare al nord saltate, che sono la parte meno importante di questo post, ricordo quello che in quel momento pensavo. Quarto incidente in bici non per colpa mia, specialmente perche’ in italia sono stato il primo ad usare certi accorgimenti per la sicurezza come il Varia, telecamere, e messo sull’etna piu’ di 60 pannelli a spese del mio gruppo e degli sponsore per sensibilizzare tutti gli utenti ad una maggiore attenzione, oltre al fatto di aver creato un Parco per ciclisti insieme a Paolo Alberati. Ma il pensiero che mi ha ferito di piu’ sono stati i commenti del tipo; Stai sempre in bici…e puo’ capitare. Capitano sempre a te….alludendo a non so cosa..! E sottolineare alcuni mie considerazioni come la mia delusione di voler abbandonare questo sport, dopo 4 mesi tra intervento e ospedale (via vai all’ambulatorio) e dove la delusione era tanta. Appena ho inforcato di nuovo la bici, qualcuno commento’…..con frasi del tipo ; hai visto che saresti ritornato, ma non detto dagli amici che mi vogliono bene…. ma di gente che in passato non ha risparmiato qualche critica quando vedeva i miei giri di 10 ore in bici. Ebbene sembrano commenti non gravissimi ma che denotano solo un particolare che non dico….ma che ci arriverete da soli. Ok il commento…ma io ho accettato tutti quei messaggi privati che capivano le mie condizioni psicologiche, quindi morali, e fisiche. Messaggi di persone inaspettate che mi davano forza. Ma il primo ad non essere convinto del mio salire di nuovo in bici era il sottoscritto. Da qualche mese ci sono sprazzi del Claudio che qualcuno conosce. Del Claudio che fu preso per pazzo ( ricordo le risposte su strava….) quando nel 2012/2013/2015 e 2017 fece piu’ volte le sei scalate sull’etna , non per record…o altro…ma per pura follia di voler unire i paesi ai piedi dell’etna alla vetta. Non erano un andata e ritorno della stessa strada, ma appunto salire da un punto e scendere da un altro. Ricordo 270km con 7399mt di dislivello con 24km/h di media. Fermarsi solo per riempire l’acqua o comprare qualcosa al bar. Ricordo che in una di queste edizioni, presi grandine per due scalate. Ricordo di averle fatte da solo, tranne la prima volta. Da qui nascono molte mie idee. E da qui nasce il Parco Ciclistico dell’etna. Da una serie di tabelle che misi dopo i miei incidenti, soprattutto quello del 2014 dove entrai in codice rosso al Vittorio Emanuele, con emoraggia al fegato, tutte le costole rotte, perforazione dei polmoni e altre piccole fratture. Dopo un anno ritornai nella gara piu’ dura d’europa partendo in ultima griglia su 5000 partecipanti con ex professionisti , e fare 8 ore e 7 minuti. Tempo che nel 2006 avrei vinto quella gara e che migliorai negli anni successivi . E oggi che ho riacquistato un po’ di fiducia e quella passione che mi sono sempre riconosciuto, a volte devo leggere sempre lo stesso messaggio, ” ma non avevi detto che avresti interpretato questo sport in modo diverso”. Non l’avevo detto. Lo volevo addirittura abbandonare….perche’ ero stanco di soffrire nei letti di ospedale. E se sono ancora qui, e per dimostrare a me stesso chi sono e quello che ho sempre fatto. Sicuramente non avro’ i watt di una volta. Sicuramente a 56 anni ci sono giovani che fanno cose spettacolari e chi io incito a farle, perche’ sono un amante di chi fa grandi imprese. Ma la testa mi e’ rimasta uguale e ancora riesco ad emozionarmi ad ogni mia piccola impresa personale, ad ogni scalata e soprattutto quando vinco i pensieri negativi. Quei pensieri negativi di quando parto per un lungo giro da solo, e penso ; SPero di non trovare l’ennesimo pirata della strada che mi mette sotto. Al ritorno a casa mi emozione, doccia e riguardo tutti i video e foto del giro, per rivivere quello che avevo fatto qualche ora prima. Chiamatela come volete, ma a me il ciclismo 16 anni fa mi diede una seconda vita, e vedere alcuni commenti, mi fa capire quanto l’essere umano riesce ad essere cattivo nella felicita’ altrui. Scusate lo sfogo. Buon ciclismo a tutti, specialmente a chi nel suo piccolo, riesce a sbalordirsi in quello che fa!
Voi siete i miei eroi.


